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GIOCHI 1

Raccolta di figurine sulla storia del far west americano, edizioni EDIS TORINO, datata 1972. In ogni pacchetto si potevano trovare anche questi fac-simile di dollari, valevoli un punto ciascuno per ottenere premi. Non mi ricordo altro.


Questa è invece una raccolta di figurine di mostri disegnati da Prosdocimi. In ogni pacchetto c'erano anche dei mini autoadesivi cin un nome proprio ed una rima, più o meno azzeccata



Chi di noi non ha mai fatto una raccolta di figurine? Oltretutto era un modo per fare mini-cultura; In questo caso di quanti pur validissimi campioni ci saremmo scordati? Uno per tutti Lorenzo Bandini, morto tragicamente arso vivo sulla sua formula uno ( chi si ricorda quale?) nel sottopasso del circuito di Montecarlo. Sul retro poteva capitare la scritta VALIDA: significava che quella figuina valeva un punto per la raccolta di premi: da una bambola, o biro (300 valide) al calciobalilla (4000 valide)


Le mitiche figurine del formaggino mio: muovendole si ottenevano due inquadrature diverse. Ce n'erano diverse serie, ognuna composta da 6 a 12 soggetti l'una. Le serie raffiguravano le fiabe, gli animali, gli sport, le automobili, la notte santa, le lettere dell'alfabeto figurate, ecc.ecc. Sul retro un breve testo raccontava la fiaba o spiegava la figura. Credo fossero circa 300 in totale.


Ritrovata in una vecchia tabaccheria che è stata ahimé rimodernata dai nuovi proprietari questa piccola confezione made in Hong Kong di cowboys ed indiani:chi non ne ha avuti?Per la cronaca, il prezzo era attuale ed in euro...


Questo camion dotato di cannone è saltato fuori cercando altre cose in cantina. Non me lo ricordo per niente, ma se era lì significa che è stato un mio giocattolo. E' in plastica dura, lungo una quarantina di cm, ed il cannone è dotato di un pomello con molla che permette di sparare qualcosa, forse delle piccole palline di plastica. Non c'è alcun marchio, o almeno non ne ho visti. Cercherò di restaurare il cannone, al quale sono andate smarrite le ruote.


Brevetto di astronauta: di questa tessera, insieme ad un distintivo metallico (raffigurato sul fronte): non mi ricordo assolutamente nulla: forse qualcuno può aiutarmi!


Il minicinex: un proiettorino a manovella che utilizzava una pellicola super8 a circuito continuo. Imbobinata su apposite cassette era molto facile da utilizzare. Anni 70 della Harbert.


Parente ricco del Minicinex, questo proiettore era il Telemax, sempre della ormai conosciuta IGC :assomigliava ad un televisore molto avveniristico: il filmino, sempre imbobinato su speciali cassette a ciclo continuo, veniva proiettato sullo schermino della simil TV.Funzionamento motorizzato, un telecomando a filo consentiva di avviare e di fermare la proiezione. Di seguito la sua pubblicità tratta da un Topolino dell'epoca.



Questo è il Cinebral, il classico proiettore di filmini super 8 della Bral, una ditta che ha sempre prodotto giocattoli scientifici, facendo molta pubblicità sulle pagine di Topolino. Andava a pile, il motorino era di una rumorosità tale che se anche ci fosse stato il sonoro (che comunque mancava) sarebbe stato inutile. I filmini duravano mi sembra un paio di minuti l'uno, ed erano quasi tutti della Warner o della Disney.


Il proiettore della Bral veniva venduto anche in confezione "lusso": questa valigetta conteneva, oltre al proiettore Cinebral, uno schermo avvolgibile per proiettarci i filmini, che venivano inclusi nella scatola.


Ed ovviamente la concorrenza non poteva starsene con le mani in mano: la solita IGC (vedi cose 2) oltre al proiettore in versione "semplice" proponeva questa confezione completa di schermo e film, assolutamente sovrapponibile alla precedente. In questo caso il proietore poteva funzionare con pellicole ad 8 mm ed anche 8 super ( o superotto). Per economia il proiettore era assolutamente identico nello chassis al video microscopio (vedi).


Prima di poter vedere i filmini in 8 mm però noi bambini giocavamo con il famosissimo proiettore Festacolor, prodotto dalla Harbert giocattoli su licenza di una ditta americana. Era un semplice ma efficace proiettore di diapositive, con centinaia di soggetti diversi,in maggioranza Walt Disney. Così vedevamo materializzarsi sul muro le storie, le fiabe, o le cose che semplicemente ci facevano sognare. Funzionamento con due pile rotonde da 1.5 volt, che ovviamente al momento di giocarci erano scariche Ne ho avuti diversi, ma sfortunatamente non ne è sopravvissuto nessuno. Questo me lo sono ricomprato recentemente su Ebay. Ai soliti prezzi da antiquario...


Ed ecco un'altra versione del festacolor, sempre con immagini della Walt Disney. Ed anche questo è stato ritrovato su ebay.


Non potevano certo mancare le diapositive da aggiungere al proiettore: qui una serie a puntate relative al Libro della Giungla, tratte dall'omonimo film di Wald Disney.


Ancora un gioco distribuito dalla Harbert: ecco la cetra magica, strumento reso famoso dal film "Il terzo uomo"(famoso film di Carol Reed con Orson Welles). Con questo strumento "anche voi potete suonare": per mezzo di una tabella messa direttamente sulla cassa, con sopra la sequenza delle corde da pizzicare era possibile suonare anche senza conoscere la musica alcune tra le melodie più famose (Santa Lucia, Biondina in gondoleta, Canzoni di montagna) .


Il Movifon,della Mamil (una ditta di Milano): un giradischi per bambini con una serie di specchi montati sopra. Funzionava sul principio del fenachistoscopio, pro-progenitore del cinema. Utilizzando speciali dischi, sui quali c'erano dei disegni in sequenza, si poteva vedere sugli specchi una sorta di cartone animato. Questo io l'ho sempre desiderato, ma non l'ho mai avuto. Appartiene ai ricordi di mia moglie.Ne ho trovati diversi in vendita sui vari mercatini o su ebay, ma il prezzo corrente di una scatola completa è veramente alto, così ho lasciato perdere. Due curiosità: la prima riguarda gli interpreti delle canzoni incise sui flexi-disc (vedi) a 78 giri, la seconda riguarda il nome. Hanno inciso per la Mamil nomi famosi, come Franco Franchi e Sergio Endrigo, ad altri meno noti come Angela e i Clowns. Invece attorno al nome ho scovato un piccolo mistero che non sono riuscito a svelare. Come si vede dalla prima pubblicità il prodotto veniva commercializzato come "Movifon", con la effe, ed in effetti aveva un senso mutuando parte del nome da fono, parlare. Solo che è noto come Moviton, con la t, che potrebbe riferirsi a tono. Ed anche in questo caso ci sono delle pubblicità a sostegno, oltre alla scritta sulla scatola del gioco che ho visto in giro. Sui dischi invece c'è solo menzionato Mamil. Chi può aiutarmi?


Finalmente sono riuscito ad avere una confezione completa del Moviton: eccola, trovata in rete, con i suoi dischi e lo specchietto da mettere sul piatto del giradischi per vedere le immagini in movimento. Ed ecco la pagina che lo pubblicizza con la "t" invece che con la "f".


Le patenti dei piccoli del formaggino prealpino: anche queste andavano completate con dodici bollini ciascuna, per ottenere i soliti premi, in questo caso "Un casco da pilota". I bollini si trovavano nelle confezioni del formaggino Prealpino e del Brodo prealpi, e raffiguravano segnali stradali o automobili, e naturalmente dovevano essere tutti diversi.Mi ha fatto un immenso piacere essere stato contattato dal nipote del fondatore della Prealpi, tuttora in attività, che cercando di ricostruire la storia della sua azienda ha voluto inserire nel proprio sito aziendale anche queste due patenti di cui si era perso il ricordo. Forza Prealpi!!!! Per chi volesse dare un'occhiata ecco l'indirizzo: www.burroprealpi.it



Un altra tessera, questa del club delle quattroruotine, al quale mi iscrissi nel 1966, durante una visita al salone dell'auto di Torino. Ricordo che la rivista (emanazione tutt'ora esistente di Quattroruote ma dedicata esclusivamente al mondo dell'automodellismo) era sistemata in una specie di pulmann ovoidale tutto a vetri, con all'interno intere scansie di modellini della Rio, della Corgi e così via: un sogno per tutti i bambini. All'atto dell'iscrizione veniva regalato un modello, a me toccò una fiat 3 HP della Dugu, che naturalmente conservo ancora.


La carta d'identità del panettoncino Motta, con tanto di foto all'interno, dati anagrafici e analisi chimico/fisica: si trovava nelle confezioni del Mottino, un panettoncino in tutto e per tutto eguale a quello classico, ma in formato mignon. Anni 1970.


La cassaforte salvadanaio fatta dalla Mercury, una fabbrica di Torino famosa per la produzione, oggi molto rara e ricercatissima dai collezionisti, di modellini di automobili in scala 1/43 circa. Oltre a questo ha prodotto piccoli giocattoli, tutti in pressofusione, come bilance complete di pesi, trattori, gru, scavatrici, eccetera.


Andavano proprio di moda le casseforti giocattolo: dopo quella della Mercury questa, con serratura a tre cifre, della Polistil: la differenza nella qualità è data dal fatto che questa la serratura ce l'ha in plastica.A fianco si vedono le istruzioni per l'utilizzo, con una delle tre combinazioni che venivano inserite direttamente dalla casa costruttrice e che non potevano essere cambiate.


Un'altra cassaforte: questa, della Marchesini,accettava solo monete da 100 lire, ed un apposito contatore segnava la cifra raggiunta. La cassaforte poteva essere aperta solo al raggiungimento di 5.000 lire, che per il 1970 erano una discreta sommetta per un bambino. Ad onore del vero, devo aggiungere che avevo scoperto il sistema per poterla aprire a mio piacimento,senza lasciare traccia,grazie ad una piccola levetta che mi ero costruito. Non mi sento colpevole, dopotutto rubavo a me stesso!


Sempre della Marchesini, ma con il principio di non aprirsi fino a ben 10.000 lire (!), questa era probabilmente destinata a dei piccoli Paperon de Paperoni! In una pagina tratta da un fumetto degli anni 70 (per l'esattezza un Topolino) la pubblicità relativa ad entrambe.



Questa, decisamente più grossa delle precedenti fatta dalla Sommavilla ha addirittura un ripiano interno che divide lo spazio in due scomparti. Non perde comunque la funzione salvadanaio, anzi l'apposita fessura per infilare le monetine, sul lato questa volta, conduce il raccolto in un piccolo cassettino estraibile.La Sommavilla è famosa per aver prodotto moltissimi modelli di trattori, gru, scavatrici, sovente dotati di telecomando. Un modello è presente in queste pagine.



Una bella cassafortina di produzione giapponese.Al pari di quelle vere si apriva ruotando avanti ed indietro la rotella numerica. Tutta in latta.


Mi ricollego all'Operazione Dollaro, della quale parlo nella sezione dedicata ai fumetti: l'amico Giuseppe mi ha ricordato che veniva anche fornita una cassaforte per tenerci i risparmi: credo si trattasse di questo Deposito di Paperone, con tanto di istruzioni di Archimede Pitagorico che svelava i due segreti dei quali era dotato il deposito. il primo era relativo allo smontaggio della cupola, che celava lo sportello dotato di combinazione per l'appunto segreta ( ed ecco il secondo). Tutta in plastica, forse prodotta dalla Polistil (che in seguito ne produsse un altro modello leggermente più grosso).



La tessera di astronauta della Mattel con relativo badge autoadesivo da apporre sul bavero della giacca: veniva data insieme a qualche gioco appunto della Mattel. In alternativa ci si poteva iscrivere tramite il Club del Corrierino dei Piccoli. Le istruzioni dicevano che inserendola nell'apposito portatessera (una custodia di nylon bianca) sarebbe stato al sicuro dalle radiazioni presenti nello spazio! Notare come su questa custodia ci fossero indicati indirizzo e numero di telefono terrestri! Faceva parte di una grandissima operazione commerciale: sulle pagine del Corrierino dei Piccoli (o dei Ragazzi, dopo), venivano settimanalmente pubblicate le avventure del Maggiore Matt Mason, insieme ad una pubblicità dei giocattoli che si rifacevano alla puntata....ovvio che pure io ci fossi cascato!





La Uniwerk aveva fatto una serie di meravigliosi giochi ispirati all'agente segreto 007, allora molto di moda. Lo aveva chiamato agente Robinson, e lo aveva dotato di una serie di trucchi degni del suo ispiratore:la valigetta dell'agente segreto(completa di radar-sonar, dollari, rubli, oro, passaporto,pistola, narcotico...) il motoscafo telecomandato, la pistola (includeva il necessario per fabbricarsi i proiettili da soli),il libroradio (un libro con incorporata una trasmittente che poteva comunicare con due ricetrasmittenti celate dentro due pacchetti di sigarette), un paio di giochi di società. Io avevo il contatore geiger, con una sonda che avvicinata ai metalli faceva ticchettare l'apparecchio. Si trattava in realtà di due spinotti che appoggiandosi su un metallo chiudevano un circuito collegato ad un motorino ed una suoneria. Dimenticavo, si muoveva anche una lancetta e si accendevano un paio di luci a seconda di dove fosse collegata "la sonda". Completava il gioco una reticolato sul quale si doveva disegnare la pianta del luogo ispezionato, e una serie di adesivi gialli da piazzare dove si era scovata radioattività! Infine c'era una cartolina postale da inviare alla Uniwerk con la quale si veniva arruolati come agenti segreti, con tanto di tessera (qui sotto) e matricola. Ovviamente celava la solita opera di fidelizzazione del cliente, volta a propagandare tutti i nuovi giochi Uniwerk.e più giochi si compravano (cioé più soldi si spendevano), più cartoline si inviavano, più si saliva di grado: suona familiare, vero?. Purtroppo del gioco nulla mi era rimasto, sino a quando un colpo di fortuna me lo ha fatto ritrovare sui soliti siti, e voilà eccolo!





Il gioco della verità o Lie Detector: si doveva scovare il colpevole di un reato grazie a schede perforate con incise delle affermazioni: infilandole nella macchina e punzonandole con un apposito attrezzo la macchina diceva se l'informazione contenuta fosse falsa o vera. Il grosso pregio di questo gioco era di non utilizzare batterie, essendo del tutto meccanico: un vantaggio non indifferente per poterlo utilizzare anche alla domenica pomeriggio, quando non esistevano negozi aperti!


Sempre della serie i giochi di società, L'Allegro Chirurgo ha fatto epoca, tanto che viene ancora giocato ora. Purtroppo questo è uno dei giochi che mi sono spariti nei corridoi del tempo, ed è stato ricomprato ad un mercatino: la versione è del 1978, ma a parte alcune piccole differenze nel layout, è esattamente lo stesso di quello di 10 anni prima. PS: questo gioco è stato usatissimo da mia figlia, a riprova della durabilità di un'idea eccezionale. Si vede anche la tavola di gioco, questa volta quella originale, per gentile concessione di un amico.




Alla fine degli anni '60 la Furga, casa produttrice di notissime bambole, mise in commercio questa Enciclopedia Elettronica, un predecessore dei computer, che infatti prorpio come un computer dell'epoca lavorava, Erano fornite una serie di vere e proprie schede perforate, con sopra scritte delle domande e delle risposte a scelta multipla, o con "vero/falso. Inserendo la sceda nel "calcolatore" e girando una manopola, si poteva leggere la risposta sullo schermo fornito di finti led: A, B, C, V oppure F. Ci si poteva sfidare su centinaia di argomenti. Questo è stato uno dei pochissimi giochi prodotti dalla Furga, anche lei purtroppo ora scomparsa.


E già che ho nominato le bambole inserisco questo giocattolino, appena comprato. Ovviamente non lo possedevo, ma ricorda da vicino la valigetta da dottore che io come tutti avevamo e che sto ancora ricercando. Nell'attesa mi consolo con questo Dottore delle Bambole, versione ridotta e specialistica del più completo set medico/chirurgico!


Continuando la ricerca del set da piccolo dottore, ho ritrovato quest'altro completo: un set da parrucchiere, che avevo completamente dimenticato, dotato di pettini, rasoi, forbici, pennelli eccetera. Ovviamente tutti di plastica!


Il turboplano, distribuito (o prodotto?) in Italia dalla Baravelli (grazie Salvo per la correzione!). Un incrocio tra un areroplanino ed un aquilone. Bastava montarlo, controllare che le ali potessero girare su se stesse liberamente ed ecco un gioco da spiaggia diveretentissimo. Sullo stesso genere di giochi la Quercetti di Torino distribuiva i vari razzi Thor. Ma,mentre questi ultimi sono tornati in produzione quasi identici agli originali, il Turboplan non l'ho più visto. Questo esemplare è il risultato di affannosa cacce ai mercatini dell'usato, ed è nella versione tedesca.


Sempre della serie "i giochi da fare all'aperto" un altro simile al precedente: una specie di aquilone, il paracadutista veniva sollevato dall'azione del vento sul paracadute.Ritrovato fortunosamente in una bancarella di un mercatino rionale!


Questo per me resta il re dei giocattoli da aria aperta:lasciatemi dire il mitico razzo Mach X della Quercetti di Torino. Questa azienda era nota per la serie di missili ad elastico, il Coloredo, gli aerei in balsa e polistirolo ad elastico... tutti giochi bellissimi, ma questo era speciale. Si lanciava da una base a terra con una doppia fionda dotata di robusti elastici, e poteva raggiungere l'altezza di 600 piedi (circa 200 metri, ma essendo misure aereonautiche si doveva utilizzare il sitema americano...). Arrivato all'altezza massima il razzo si apriva e lasciava uscire una capsula come quella degli astronauti, che planava a terra appesa ad un paracadute. Lo stesso razzo poi, finita la traiettoria ridiscendeva dolcemente con un altro paracadute. Il tutto poteva essere programmato grazie a delle leve interne variando la tensione delle quali (grazie a degli elastici) ne ritardavano o meno l'apertura e il rilascio della capsula. Una tecnologia complicatissima per un giocattolo spettacolare.
Devo dire che io li ho persi tutti, tra alberi e tetti cittadini, e questo esemplare perfetto mi arriva da un'asta su ebay. Ora la Quercetti ripropone gli stessi razzi, tranne questo, il più complesso. Credo che sia dovuto in parte alla pericolosità del gioco: la fionda veniva infatti tirata da terra fino all'altezza della faccia, e non sarei stupito di sapere che qualche incidente accadde. Ma come mi ha recentemente scritto una persona che ama come me ricordare quegli anni, la colpa allora era solo del bambino, non del giocattolo. E non si faceva causa a nessuno.
Di seguito ci sono un paio di pubblicità tratte dal Corrierino dei Piccoli, la bibbia dei miei tempi per quanto riguardava fumetti e giocattoli.



Un bellissimo motoscafo con telecomando a filo (sic!), con doppio motore, prodotto dalla Eurovinil di Grosseto.E' lunga una cinquantina di cm, molto dettagliata, ma assolutamente ingiocabile a causa del filo del telecomando troppo corto! Conosco altri modellini di barche di questa azienda, che però ora credo produca solo più gommoni e barche vere.


Le famigerate fialette per fare scherzi: si trovavano dai cartolai, in questo caso sono raffigurate due fialette congelanti e due lacrimogene. Naturalmente le più utilizzate erano quelle puzzolenti.


Ed ecco, miracolosamente saltate fuori da qualche antro, una scatola intonsa di fialette puzzolenti. Il passatempo era di versarle negli evaporatori dei termosifoni, che sembravano a quel punto contenere un animale in putrefazione!


Ancora uno scherzo di carnevale, la polvere grattarola. Stranamente tutti questi scherzi erano di produzione non italiana, chissà perché?


Semplicissima, "quasi" funzionante, ma capace di stimolare la fantasia; unita magari agli accessori della Atlantic per costruirsi un emporio in miniatura, questa cassa della Geobra è stata giocatissima. Sul retro si vedono le cifre indicanti l'importo azionate dalle leve. Peccato che non fossero speculari, così se si indicava per esempio 123 dall'altra parte si leggeva 321!


Le pistole:non c'era bambino che non giocasse ai cowboy: questo è un completo con cinturone in cuoio e pistole metalliche con il calcio in plastica lavorata come se fosse avorio in basso rilievo. Potevano solo fare rumore, e venivano caricate con un rullino di carta con 100 colpi sopra: l'autonomia di un moderno Uzi! Naturalmente il tappino rosso non esisteva allora.Ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che queste sono giocattoli di produzione americana, della ditta Hubley, modello Marshall. La stessa ditta ne produceva una grande varietà, per la verità con pochissime diferenze tra di loro, se non il nome.


Un altro paio di pistole di produzione americana: Cowhand la marca, ignoro il modello di queste pistole giocattolo. Probabilmente la N ripresa sul calcio indica l'iniziale del nome del produttore, tale Nichols. Utilizzavano i nastri da 100 colpi, che venivano inseriti all'interno del tamburo similmente a quelle della Hubley.



Negli anni 60/70 una fabbrica di giocattoli di proprietà del cavalier Besana, la Meccaniche Besana giocattoli,(da cui il nome ME-BE-TOYS) era molto famosa per i modellini di auto in scala 1/43. Al pari della contemporanea torinese Mercury fabbricava anche giocattoli di vario tipo. Uno di questi era questa piccola pistola, mono colpo, che con una piccola cartuccia da caricare ogni volta (con Superbum e proiettilino rosso) sparava similmente alla pistola dell'interpol.Purtroppo questa fabbrica (allora in ottima salute) venne ceduta alla Mattel che economizzando sulla qualità dei modellini e soprattutto insistendo sulle famigerate ruote veloci ne decretò la fine in poco tempo. Peccato.


Ed ecco altri giocattoli sullo stesso genere sempre della Mebetoys: si tratta di due completi da poliziotto inglese (Scotland Yard) e francese (Sureté), completi di pistola (simile nelle due versioni), fondina ascellare e tessera (ovviamente diverse). Per mia conoscenza ne esisteva un tezo simile a questi, intitolato alla famosa agenzia di investigazioni Pinkerton.






Ancora la Mebetoys: questo blister, evidentemente destinato ai negozi, mette in mostra sei portachiavi con un modellino di pistola al posto del ciondolo.Veniva fornita anche una striscia di colpi (tanto per cambiare le solite capsule fulminanti): infatti la mini colt poteva anche sparare un colpo!Si può notare che il blister era stampato in un unica versione,che poteve servire per i tre modellini proposti: una colt, una browning, o una derringer. Qui ci sono le colt.


Secondo me uno dei migliori fucili giocattolo mai prodotti: della Mebetoys il bellissimo e introvabile Armalait: un fucile completamente smontabile, nel cui calcio si possono riporre tutte le parti. Dotato di un meccanismo di espilzione dei bossoli che venivano caricati, secondo il solito, con i Super Bum. Corredato pure di una tessera che ne certifica la qualità. Alle solite aste raggiunge delle quotazioni elevatissime!


Colt Sheridan: rivoltella ad 8 colpi in metallo pressofuso e calcio in plastica. Nella versione Normale e con estrattore automatico. Così la Mebetoys negli anni '70 pubblicizzava questa pistola nei suoi cataloghi. Questa è la versione con estrattore automatico. In un catalogo americano il prezzo era di 9 dollari.


Un'altra perla della Mebetoys, il Super Browning. Con meccanismi estremamene semplici ma funzionali consentiva di caricare sei bossoli (forniti in dotazione, similmente al fucile della ERR) con superbum e proiettilino di gomma rosso, ed inserirli nel tamburo aprendo una copertura sul lato destro. Un estrattore manuale a molla espelleva ad uno ad uno i bossoli utilizzati.


Ignoro la marca di questo mini modellino di colt. E' lunga circa un paio di cm, si può caricare con un singolo colpo (tipo super bum) ed è dotata di fondina. Probabilmente anche questa era un postachiavi.


Sul fianco è presente la scritta Mignonette, ma pur con un simile francesismo la produzione è nostrana: una Molgora, o Mondial. Nonostante le ridottissime dimensioni è in grado di sparare un colpo a salve, ovviamente super bum!


Ancora una mini pistola, ma questa volta la scala è corretta: si tratta della riproduzione della famosa Derringer, pistola a doppia canna sovrapposta, comoda da infilare nel polsino, in uso ad ogni baro che volesse farsi rispettare nel far West. Il solito colpo singolo la rendeva una piccola ed innocua scacciacani. Ho scoperto che in realtà la dizione corretta è Deringer, con una sola erre, anche se praticamente tutti la raddoppiano: Henry Deringer fu un fabbricante di armi dell'800 di Filadelfia, creatore della pistola che porta il suo nome.


E' unico, è Uniwerk!! Ecco la pubblicità di questa casa italiana, che tra le tante cose (per esempio i giochi dell'agente segreto Robinson-vedi) produceva anche queste splendide miniaturizzazioni di armi per la serie Armodelli. Quì c'è la Luger, ne ricordo tante altre. Si può ovviamente caricare col solito singolo colpo, e l'armamento è esattamente quello dell'originale. Alzando il cane si fa scorrere il carrello all'indietro per armare. Impressionante la precisione. Ed era disponibile una raccolta di cinque o sei modelli, riuniti in un espositore incorniciato da appendere al muro. Oggi sono molto ricercate dai collezionisti, tanto per cambiare.


Sempre della Uniwerk, poi diventata MAM , della serie gli Armodelli questa è una replica della Mauser, altra pistola molto famosa. Solita possibilità di caricare un singolo colpo a salve.


Per chi voleva esporre gli armodelli venivano venduti dei quadretti da appendee. erano chiamati "Trofei", e contenevano 4 o 5 armodelli. Io avevo il trofeo N. 1, e ho recentemente ritrovato il N. 2. Non ricordo se ne esistevano altri, ma presumo di si. Se il bambino aveva già i modellini, il Trofeo poteva venire venduto senza armi. Sul retro di quello in mio possesso c'è scritto il prezzo: 12.500 lire, ma non so se si riferisse al Trofeo completo oppure al solo espositore.Al modellino del fucile Franche manca purtroppo il calcio in metallo ripiegabile.





La Pussy 22, della Mercury, che era la copia quasi perfetta della Walther, realizzata come tutte quelle dell'epoca completamente in metallo; il carrello scorrevole consentiva di caricare i soliti SuperBum (10) in un apposito caricatore che poteva poi essere riposto dentro il calcio, ma non fuoriuscivano i proiettili. Il nome potrebbe derivare da Pussy Galore, compagna di 007 nel film Goldfinger. Per la realizzazione fu coinvolta una ditta di armi della Val di Susa. Anche in questo caso la famosa ditta di Torino ha realizzato un giocattolo di classe superiore, all'altezza di tutta la propria produzione, tanto che ogni singolo gioco di questa azienda raggiunge regolarmente prezzi elevati in ogni asta.Purtroppo i soliti cronici ritardi della Mercury nelle consegne dei giocattoli non portarono il successo che questo esemplare si sarebbe meritato. Ne uscì mi sembra anche una versione ridotta, con canna corta, la Mini 22: questa era in tutto e per tutto simile alla Walther PPK.


Risalgono ai primi degli anni '60 le pistole Giubbe Rosse, della Mondial,(nota anche come Molgora, o MMM) tutte in metallo, riproduzione delle Colt a tamburo. Il caricamento avveniva ribaltando la canna ed estraendo il tamburo, caricandolo quindi con i Super Bum, ed il meccanismo di rotazione e sparo era molto realistico. Sul calcio inciso il nome e l'anno: il 1961! Queste potevano sparare 6 colpi, ma ne esisteva anche una versione mini a colpo singolo, lunga una decina di cm. La pubblicità è tratta da un Nembo Kid del 1964.



Questa splendida pistola si chiama El Gaucho, ma non ne so molto altro. Nonostante la presenza della scatola originale il produttore resta ignoto. A sentire il mio amico Stefano (gran conoscitore ed esperto di armi giocattolo) negli anni 60 molti artigiani si improvvisavano costruttori, producendo pezzi anche pregiati ma senza badare molto al... marketing. Un vero peccato, vorrei saperne di più di quest'arma. Costruita in due fusioni di alluminio. In una cavità ricavata nel corpo principale sono inseriti i meccanismi di sparo. La canna (anch'essa ricavata da una fusione) si collega al corpo con un prenetto ribattuto. Le guance sono pure pregevoli, con il disegno a colori di un indiano, che mi sembra di ricordare su un'altra pistola del genere. Chissà se si riuscirà ad avere ulteriori informazioni!


Ovviamente sempre dello stesso periodo ecco la versione piccola della pistola Giubbe Rosse fabbricata dalla Mondial: un unico colpo, da inserire direttamente alzando il cane. La differenza con quelle a sei colpi (ma ne esisteva anche un modello ad 8 colpi) è evidente se si osserva la leva a fianco del tamburo assente in questa versione: serviva ad aprire la pistola ribaltandone la canna per caricare il tamburo stesso.


Lo stesso modello Giubbe Rosse presentato in un semplice ma suggestivo blister, con un disegno bellissimo


Ed ecco le stesse pistole complete del loro cinturone originale (purtroppo un'economica versione in cartoncino rivestito).


Ancora la Mondial: questa pistola è il modello Pecos Bill. Da apprezzare il calcio in finto avorio lavorato a bassorilievo, dove si vede un cow boy a cavallo. Il tamburo porta 12 colpi, si può estrarre la parte superiore per rimuovere con facilità i colpi sparati, ma non potevano fuoriuscire i proiettili di gomma.


Stessa marca stesso nome, differenti le dimensioni: la lunghezza di questa Mondial è di circa 8 cm. Probabilmente venivano fatte per le manine dei bambini, che facevano fatica ad impugnare quelle di dimensioni standard. Riguardo al modello non ne sono sicuro, ma direi che è una pecos Bill: me lo fa credere il piccolo bassorilievo sul calcio, che rappresente la stessa testa del cavallo rampante presente sul modello maggiore.E similmente alla piccola Giubbe Rosse si carica con un colpo singolo semplicemente alzando il cane.


Ecco la Ringo,della Mondial, fortunosamente ritrovata in un mercatino, completa della sua scatola. Niente pericolo, solo un caricatore a salve per sedici colpi, e una foto con autografo di un tale Romano, del quale non ricordo assolutamente nulla. Un sentito grazie a Stefano, fondatore del gruppo "Quelli che giocavano con le pistole giocattolo" presente su Facebook, che mi ha illuminato. Il simpatico signore qui ritratto è Romano Villi, attore e cantante degli anni '60. Non deve essere stato molto famoso, non ne ho trovata notizia sulla rete.....


Il set dell' Interpol della Molgora/Mondial: c'era nella dotazione, assieme al blocchetto delle note di servizio,ad una pinzetta di metallo, ad un tampone per impronte, ad una lente di ingrandimento,ad una scatola di proiettili ed ad una tessera "ufficiale" una pistola targata Interpol,(forse una Beretta?) in grado di sparare uno dei proiettilini di plastica rossi per volta grazie ai famosi colpi Superbum.Da un giornalino del 1962 ecco pure la pubblicità di questo magnifico set.




Qualche anno più tardi veniva messa in vendita sempre dalla Molgora questa confezione, che forse voleva essere più moderna, ma che a mio parere risultava molto meno accattivante di quella originale. Il contenuto era quasi uguale, con forse una leggera diminuzione della qualità della "tessera ufficiale" di agente Interpol.Mancava inoltre il fondamentale tampone per rilevare le impronte digitali ai sospettati.Si può notare la versione più moderna anche per i proiettilini presenti: di gomma dura e compatti nella prima edizione, morbidi e con punte soffici in quella più recente. Della serie salvaguardiamo i piccoli.


Questa è la Cobra-S,della Edison giocattoli, altra pistola a tamburo fatta in parte in plastica. Risale agli anni '70, e in questo caso nel tamburo, che fuoriesce lateralmente dopo averlo sbloccato, si caricavano Super Bum e proiettilini di plastica, che fuoriuscivano. Sei colpi. Da un Almanacco di Topolino del 1970 la relativa pubblicità.



Leggermente posteriore alla Cobra-S, questa è la Cobra-E, dove E sta per ejector, presumibile riferimento al meccanismo che consentiva di espellere i colpi super bum già utilizzati (per altro presente anche sulla versione precedente). Nella confezione anche i soliti Super bum, sempre prodotti dalla Edison. Non so datare esattamente questo giocattolo, ma la dicitura "prezzo controllato"sulla confezione riporta 450 lire, così non può essere molto più vecchia dell'altra, che stando alla pubblicità, veniva venduta senza proiettili a 300 lirette!


La Edison giocattoli, italica fabbrica sita tra Emilia e Toscana, era ed è decisamente specializzata in armi giocattolo. Ancora oggi infatti produce una grande varietà di questi modelli, ovviamente muniti di tappo rosso, dichiarazioni sulla massima rumorosità in decibel, sulla massima forza in joule....come se gli acquirenti lo leggessero, e soprattutto ne capissero la differenza con i prodotti cinesi (per citarne solo un esempio). Comunque questa è un'altra famosissima pistola giocattolo degli anni 60 (e ancora oggi proposta): la Susanna. Caricatore che accoglieva i soliti Super bum, questa volta in formato circolare da 12 colpi. Più comodi da inserire tutti in un colpo, anziché uno per volta dopo averli staccati dalla striscetta rettilinea. Credo che anche in questa fosse possibile caricarci i proiettilini di gomma rossi.


Ancora della Edison un revolver simile al precedente, ma con una importante novità: viene collegato ad una famosa serie di telefilm western, i Bonanza: "Il revolver dei Cartwright" diceva infatti questa pubblicità tratta dal solito Topolino d'epoca.



Relativamente più recente questa Flipper della Edison giocattoli, non ancoa con il tappo rosso ma senza la possibilità di emettere i proiettilini di gomma rossi. Poteva utilizzare i caricatori Flippy ad 8 colpi, probabilmente usciti in concomitanza con questo modello (data la somiglianza con il nome).


Riproduzione molto bella e cesellata di una canna lunga, ma assolutamente non realistica per i meccanismi. Veniva caricata con un nastro di carta contenente 100 colpi. Ottima per l'autonomia nelle battaglie!Ho visto recentemente in vendita (ovviamente ad un prezzo proibitivo) quella che doveva essere la confezoine originale: un cofanetto in (simil)legno contenente una coppia di pistole simili, presentato come Confezione da duello. Francamente non mi ricordo se io avevo ricevuto questa confezione od una più economica in versione...singola.


Ed eccole, recuperate ad un mercatino, le due pistole in versione duello. Ora posso dire che sono della Crescent Toys (infatti sulle pistole non ho trovato marchio, presente invece sulla scatola), e vengono presentate come due pistole texane calibro 44 che "hanno fatto la storia del selvaggio west"


Questa è la Jaguarmatic, prodotta da Edison giocattoli di Firenze: un caricatore abbastanza realistico da inserire nel calcio consente di infilare una apposita striscia di 26 colpi, non i Superbum questa volta,fatti ovviamente sempre dalla Edisond. La stessa azienda produceva una serie di fucili come il Panthermatic, il Cayman-matic, altre pistole come la Lyonmatic, il Tigermatic....
Per la scatola originale devo ringraziare Alessandro di Asti, un altro "malato" di ricordi come me che oltre a collaborare attivamente per aiutarmi a completare le lacune storiche, mi ha anche regalato questo suo cimelio. Grazie Alessandro!



Ecco appunto sempre della Edison il Tigermatic, costruito sempre con le stesse caratteristiche di base: un caricatore estraibile da 26 colpi, che utilizzava le cartucce della serie Supermatic, sempre della Edison. Sulla scatola c'è stampato il prezzo: 1500 lire. La Edison continua a produrre le stesse armi giocattolo ancora oggi, unica concessione alla..modernità il tappo rosso sulla canna.



Non poteva mancare questa splendida pistola che si rifaceva ai film dell'agente più famoso del mondo. In un'altra parte di questo sito si vede la penna/pistola, quì presento la macchina fotografica/pistola. Premendo un pulsante nascosto la macchina fotografica (per altro funzionante con mini pellicole), si trasformava in pistola funzionante con i caricatori a nastro da 100 colpi. Questa in particolare è una riproduzione fatta ad Hong Kong di un giocattolo assolutamente identico prodotto dalla Mattel.Non aveva probabilmente l'autorizzazione ad utilizzare il nome 007, che infatti non compare da alcuna parte.



Ho avuto qualche dubbio su dove inserire questa altra penna pistola. Sempre sull'onda dei film di agenti segreti, è una copia della penna ufficialmente nominata "007", ed anche questa penna può sparare un piccolo proiettilegrazie alle munizioni super bum. Ah, può anche scrivere!


L'Oklaoma,della Mondial mi sembra, pistola ad aria compressa per ragazzi.


Forse più recente e meno famosa dell'Oklaoma, la Leopard era comunque un clone sempre italiano con bersaglio disegnato sul retro della scatola.


Di produzione cecoslovacca, ma risalente comunque al '68 questa piccola lanciarazzi, che veniva caricata con con 6 colpi flobert. Lo stesso modello esiste prodotto dalla MMM, Molgora, nota anche come Mondial, e l'unica differenza consiste nell'essere brunita invece di cromata.


La Nuova Romanelli (che credo sia la ERR giocattoli, in una precedente o posteriore vita) ha prodotto diverse armi giocattolo, tra le quali questa Skorpio, una massiccia e verosimile pistola semi automatica. UN peso di oltre un chilo, purtroppo un meccanismo di sparo inverosimile. Credo sia prodotta negli anni 80.


FVM: ovvero Fratelli Villa Meccanica, una fabbrica di giocattoli di Sovico tuttora in attività con un catalogo che predilige i giochi all'aperto e un po' all'antica. Questo fucile Universal risalente credo agli anni 80 è ad aria compressa, può sparare i soliti gommini rossi senza creare grossi danni ai bambini.



Questo fucile della ERR italiana e si chiama Safari, ed ha una interessantissima caratteristica, oggi assolutamente proibita: il tamburo porta sei bossoli riutilizzabili che devono essere caricati con la carica Super Bum ed un proiettilino di gomma calibro 6 mm che veniva quindi sparato davvero. C'è anche un secondo tamburo che viene caricato col cerchio di 12 Super bum:da questo caricatore non fuoriescono proiettili, ma solo rumore. Più autonomia e minor pericolo.


Quest altro invece è il famoso Bengala della Mondial: il piccolo grilletto ribaltava la canna aprendo lo scomparto del tamburo (similmente al precedente), dove trovavano posto ben 10 colpi superbum, ciascuno innescante un proiettilino rosso di plastica. Di nuovo un oggetto estremamente pericoloso, alla portata dei bambini. Eppure non mi sembra che allora ne morissero più di adesso per colpa di giochi inadatti, anzi...Ricordo addirittura un fucile modello Winchester, con tanto di caricatore in tutto e per tutto simile all'originale, con il serbatoio sottocanna capace di una dozzina di cartucce caricate con questi proiettilini: chissà se lo ritroverò in qualche mercatino! Su un Corrierino dei Piccoli dell'epoca ho ritrovato la pubblicità!


Della Molgora, o Mondial, il Marines: un grosso tamburo permetteva di caricare ben 30 Super Bum. Sul solito Corrierino dei Piccoli dell'epoca ho ritrovato la pubblicità!


Questo è un Winchester della Molgora, ma non quello che sto cercando: infatti si può solo caricare con i lunghi nastri da 100 colpi, ma non ne fuoriesce alcun proiettile.


Bellissimo questo commandos, della MAM (nota prima degli anni '80 come Uniwerk). Vagamente simile nella forma del caricatore all'AK 47, si caricava con le strisce da 26 colpi della Edison.La cosa strana è che nella pubblicità, sempre la MAM, con lo stesso nome mostrava un altro fucile : identici calcio, grilletto e canna, totalmente diverso il caricatore. posso immaginare problemi di copyright con qualcuno relativi al caricatore o i colpi.


Primi anni '60 per il classico fucile a tappi: ricordo la difficoltà per me bambino..gracile a caricare la molla che avrebbe fatto partire il turacciolo, al quale era stato tagliato il cordino per farlo arrivare più lontano.


Una via di mezzo tra il classico fucile a tappi come il precedente ed un fucile, sempre a tappi, ma più somigliante al vero è rappresentata da questa doppietta della Mondial, chiamata Olimpia. Piegando le canne si carica una doppia molla, una per canna, e il doppio grilletto può farle scattare ad azione singola. Molto realistica.


Questo fucile (tutto in plastica) faceva parte di una panoplia (così si chiamavano i grossi blister con set completi, da quello del vigile a quello del marine) del cacciatore. Mi sembra di ricordare che ci fosse incluso anche un casco coloniale e qualche altra cosa. Ignoro la marca, ma sul fucile c'è scritto ""Challenger rapid fire". Può essere caricato con i soliti nastri da cento colpi, abbassando tipo Winchester il grilletto e mettendo così a nudo il meccanismo di sparo.


Non potevano mancare le pistole ad acqua: questa è la famosa Lola, prodotta dalla Edison, che poteva sparare a colpo singolo oppure a raffica.


Questa spada e questa pistola facevano parte di uno oramai scomparso costume di carnevale, con il quale vinsi un premio a scuola nella parte del Corsaro Rosso! Unica volta in vita mia che partecipai alla sfilata, essendo in periodo carnevalizio sempre opportunatamente malato..


Ed ecco i colpi per le pistole: questi sono in una fila da 26 e servono per le pistole come la Jaguarmatic od il fucile Panthermatic, e ovviamente sono prodotti dalla stessa Edison giocattoli.



Questi sono i famosi colpi Superbum, seppure in versione tedesca! A fianco, purtroppo un attuale prodotto cinese, la striscia di cento colpi che veniva infilata in armi giocattolo più scadenti come meccanismo di sparo.


Ho ritrovato anche la versione italiana dei super bum della Edison. Il prezzo sul retro della confezione rossa riporta 100 lire!. Invece la seconda scatolina contiene i super bum in formato rotondo, da 12 colpi. servivano per caricare i tamburi in un colpo solo, invece di inserirli uno per uno.




Ecco la pubblicità dei colpi Superbum.


Dopo tutte queste immagini di armi non potevo non mettere la stella di sceriffo! Credo che questa fosse prodotta dalla Mebetoys.


Il più semplice e pericoloso dei giochi: si diventava bravi pagando il prezzo di soprammobili distrutti, in compenso se non si poteva comprarla bastava poco per costruirla: un pezzo di ramo ad Y e due elastici ricavati da una vecchia camera d'aria.Questo esemplare è originale degli anni '70, comprato allora in un negozio di caccia e pesca. I proiettili migliori erano le biglie di acciaio ricavate dai cuscinetti a sfere. Perfette, equilibratissime, disponibili in diverso calibro per tutte le esigenze.


Chi si ricorda di questa magica pallina? Poteva saltare, essere manipolata tipo Pongo sino ad assumere forme diverse, poteva allungarsi a dismisura, se premuta su un giornale ne catturava foto e testo e successivamente lo ristampava su di un altro foglio... e rimaneva appiccicata al soffito da dove toglierla senza l'aiuto dei genitori era impossibile.


Una pistola...atomica: un altro gioco modernissimo e leggermente pericoloso. Sfruttando la forza della CO2 compressa contenuta in mini bombolette, (al pari delle moderne pistole da tiro al bersaglio) queste pistole potevano sparare dei razzetti muniti di ventosa che dovevano appiccicarsi al loro bersaglio,sia che fosse umano, sia che fosse quello incluso nella scatola. Ne esisteva anche una versione singola, con una sola pistola; ovviamente sulla confezione non c'era scritto "per duello". Tra parentesi, questa è un'altra dimostrazione che o i bambini una volta erano più furbi, o più robusti: pensate spararsi addosso queste freccette adesso, con il beneplacito del fabbricante che anzi specifica sulla confezione che sono fatte apposta: finirebbe in tragedia, e con una causa legale al fabbricante/distributore/negozio... Il problema di questo gioco era che, una volta esaurite le bombolette, non ci fu verso di riacquistarle come ricambi. Un altro gioco finito in soffitta...


Questo è un giocattolo spettacolare, la riproduzione accuratissima di un cruscotto da auto, che lo stemma identifica con una Chevrolet: inserendo e girando la chiavetta di accensione si aviava un motorino interno, che oltre a fare il tipico rumore del motore poteva anche azionare i tergicritalli. Non mancavano le frecce, i fari ed il clacson realmente funzionanti tramite gli appositi comandi. E si poteva estrarre l'accendino, muovere la leva del cambio (automatico, ovviamente), i comandi della radio, del condizionatore, dell'orologio, il tachimetro, e i vari indicatori si movevano girando il volante; completavano il tutto la leva del freno a mano,l'antenna estraibile, lo specchietto retrovisore e le alette parasole: assolutamente perfetto!!! E dopo avere scoperto che la larghezza era esattamente quella dei braccioli delle poltrone di casa, si può immaginare i viaggi che non facevo comodamente seduto: un vero inconsapevole seguace di Kerouac.
Purtroppo è uno dei giochi che si sono a poco a poco distrutti, e sono stato fortunatissimo a ritrovarlo in un mercatino in condizioni originali! La marca di questa meraviglia, vista su una scatola di un esemplare in vendita su ebay, sembra essere Playmobile: forse la stessa ditta ancora presente oggi?


Concludo questa carrellata con una immagine presa da un libro di giocattoli. Ritrae uno splendido modello di Alfa Romeo della Ventura, una fabbrica di giocattoli della quale non sono riuscito a trovare notizie in rete. So che produceva sia giocattoli spettacolari, che alle aste vengono battuti a cifre elevatissime, così come giochi più modesti.Credo che la fabbrica originalmente fosse nata in Veneto, per poi spostarsi nella zona del comasco. Tra la sua produzione ci sono modelli di auto telecomandati o statici,uno addirittura con carillon incorporato, sempre in grande scala, navi portaerei (come quella presentata qui) o incrociatori, così come barchette, calcetti da pavimento o da tavolo, lavatrici e così via. Questo "giocattolo" era lungo una cinquantina di cm, tutto in metallo, dotato di un telecomando completo di volante,frecce, controllo dei fari e clacson. Purtroppo non mi è rimasto nulla, tra il tempo ed un paio di furti in cantina non sono riuscito a ritrovarne neppure un pezzetto. Vorrei tanto riaverla, ma la sua quotazione ufficiale è di oltre 3.000 euro (!) per un esemplare.


Faccio un veloce aggiornamento per inserire questa splendida immagine del giocattolo nella sua confezione originale (molto povera, vero?): si può notare l'elaborato telecomando, da agganciarsi in vita, che consentiva il controllo totale del modellino. Per la cronaca questo esemplare ha superato i 6.000 euro.